POESIA

(per tutte quelle morti silenziose nel nostro mare)

Morbide note salgono da questo mare
ora fatto calmo, della sua furia alienato
le urla del vento accompagnano altre voci
in disperate grida si fonde l’aria che sa di sale
di sale, di sangue, occhi che si spengono piano
l’ultimo sguardo verso il cielo
scompare davanti agli occhi che si chiudono
ultimo fiato trattenuto fino alla fine
e la disperazione dell’ultimo soffio che esce
bolle che volano verso l’alto, porteranno con loro
i sogni, le speranze, la paura, il ricordo, il silenzio…

A.P.

Molti soli e nuvole
Passano lasciando segni

Dove puoi riconoscere
Chi sei e chi sei stato

Non vi è lacrima
Che non si sia asciugata

Non vi è sorriso
Che non si sia smorzato

Ma tutto questo sono io
Ogni secondo vissuto

Dentro di me
nasce e muore ogni passione

Ma di esse rimangono
Le note nel vento…
A.P.

Il perché è sempre relativo

Ci ricorda che non accettiamo

Non essenziale sale spontaneo

Inutile ricerca del significato

 

Muro di sostegno alle nostre insicurezze

Inutili barriera alle nostre paure

Nebbia sul sentire l’abbandono

Sappiamo ma rifiutiamo

 

Esso rimane nell’aria

Libra piano tra la certezza e l’inganno

Ci accarezza lieve per non farci sentire

E poi… poi svanisce

 

Insieme al vuoto

In buon ordine

Come copione

Di proprio pugno scritto

 

Non chiede il ricordo

Perché di esso subirebbe ricatto

Evanescente, irreale… utile

Quanto falso…

Brilliamo bruciando nella nostra corsa,

l’attimo si prolunga all’infinito

trova il suo significato nel momento vissuto

Forti emozioni a volte inutilmente allontanate,

ritorneranno a farsi sentire nelle notti lunghe

quando il calore ci farà svegliare all’improvviso

La pelle ricorderà lo sfiorare leggero,

ed il brivido correrà lungo il corpo

a cercare ristoro nel sogno

Ad occhi socchiusi visioni ed emozioni

ricreano situazioni e momenti

assenza crudele quando la scelta è fatta.

Il vuoto rimane un compagno impossibile,

quando il tuo sentire diventa febbre

inutili pensieri legati all’umana debolezza …

A.P.

Perdersi in un sogno non tuo
è come volare in cerchi lenti
sopra un corpo inerme
 
Sospiro come nebbia leggera
si inalza leggero mutando
di esso nessun rimpianto
 
Rimane del tempo
logoro e perduto
gettato alle spalle
 
Nel buio mi perdo
ritrovando immagine di me
vivida, reale, vera
 
Cadendo, fermo
corsa inutile
verso il dove e il quando…
 
Rimango ora ed osservo
ciò che esiste rimane
amare è come nascere e morire…
 
A.P.

Frasi sussurrate portate dalla brezza
e mani che si sfiorano leggere
Tocco lieve su pelli morbide
evocazione del sogno
La mente si annebbia
rimangono i sensi
Ed in essi il percepire è dolce
dove si posa rimane
Il permeare lieve dell’odore
in profumo muta come ricordo
Come di braci ancora vive
il soffio alimenta rendendoci puri
Negli occhi rimangono
brevi e intensi particolari
Culleranno i nostri sonni
quando il reale si fonderà con il sogno…

A.P.

Io rifletto,
ruga riconosciuta,
profonda e vissuta
amata e mai ripudiata,
solco profondo li
dove il ricordo permane,
dolore o felicità
non fa distinzione,
si incunea nella pelle
rimanendo segno indelebile
di ciò che è stato,
memoria di me…

A.P.

Emozioni ataviche, appaiono e rimangono
permanenti presenze del nostro vivere.
Sentite e mai confessate
trovano spazi nel profondo.
Nascoste tra le rughe profonde
di un cuore invecchiato.
Indurite seppur fragili
da troppe corse nel vuoto.
Rimarranno a fare compagnia al sogno
lievi torneranno a farsi vive alla fine
facendo scendere una lacrima
là dove dovrebbe esserci il sorriso..

. A.P.

La mano si posa sul cuore piano
inutile esploratore di sentieri conosciuti

Il battito breve fuori tempo
suona la sua musica per qualche tempo ancora.

A volte hai accelerato il ritmo
affannando dietro uno strumento

Inseguendo note dissonanti
imbastendo lenti adagio con vorticosi allegri

Povero cuore stanco
ancora aneli arpeggi a due mani

In unica melodia sogni luogo
dove il canto diventa coro sfumando il reale.

Ed ora sentendo di nuovo
ricordo la partitura e accompagno il ritmo

Per poco ancora, per poco…
Eccolo… il suono dell’eco che mi accompagna.

Ed è dolce la fine
dove l’inizio sembra ricongiungersi per sempre.

A.P.

Gli occhi riempi
sfarfallio di colore
brillantezza di argenti

In oro trasfiguri immagini
riempiendo vuoti
assimilando, ricostruendo, interpretando

Ingannevole mai reale
ma di quiete circondi
l’ansia dello scorrere veloce

Contrazione dell’immagine
corrotta, mai sincera
accondiscende al desiderio

Di ricche vesti ti copri
celando il declino umano
antitesi della realtà immaginata.

A.P.

In attimi mi perdo
momenti vissuti ricordati
mai disconosciuti
il passaggio rimane la costante
immagini in corsa dal finestrino
strisce colorate si fondono
nel ricordo profondo
immagini sfumate prendono vita
mi portano in luoghi conosciuti
riconosciuti, rivissuti
sapori, odori colori, di vita vissuta
occhi, sorrisi e labbra che si schiudono
il dolore e la rinascita
insieme per donarti l’immagine
essa è e rimane costante
nel tuo scorrere lento verso la foce
la il mare attende calmo
dove il riposo donerà la pace sperata.

A.P.

Fresco sogno di un giorno, una notte, un mattino…
nella luce, con la luce, i sogni sfumano
rimane il rimpianto del tempo, compresso, veloce…
Kronos feroce titano ferma il tuo veloce scandire,
torna sui tuoi passi, che tutto abbia nuovo inizio
i perché non esistono dove la risposta è ovvia.
Cercami dentro i tuoi sogni la comprensione non ha perché
essa vive se stessa, racchiusa in unico desiderio
essere letta nella sua squallida realtà…

A.P.

Siamo angeli caduti, là dove non esiste rimorso
il rimpianto della luce non ci confonde
l’oscurità avvolge il pensiero rendendolo urlo,
ricomponendone il denso significato.
L’immediato rinuncia alla lotta per non identificarsi,
rimane il presente-passato,
l’attimo si allunga nel suo momento di gloria
e adesso scompare in buffi ideali di mascolinità.
Archeologia astratta del proprio sentire,
in gorghi di ricordi rimani ancorata,
non esisto se non attraverso ciò che sono-ero,
posati ora piano sfiorando le mie dita… mi sentirai

A.P.

Effimere tracce di me
lasciate nelle bocche di molti

Nessuno conosce
il non vedere risolve il dubbio

Immagini come crude realtà
non volendo le trovi sulla strada

Piccole pietre bianche
rotonde come la sfera che mi circonda

Io grande quanto inutile
nella protezione trovo le paure

Le accetto come ospiti
dove il vuoto riempie spazi enormi

Il tempo è solo una variabile
e racconterà di me come di altri

Di errori e scelte
portandone il peso senza colpa

A.P.

Passi lievi per un tempo
che continua a correre
senza far rumore
Identità sopravvissute
ed equi desideri
mai soddisfatti

Ancora uno
dopo il prossimo
e ancora uno

Te ne vai
come sempre
lasciando immutati torpori

Il ricordarti
rimane essenziale
solo in nostra memoria

Iniziare a contare
antitesi dell’attendere
ma solo ora comprendo

Rimango e assaporo
momento oggi
momento domani

Fagocitando minuti
o ore
o giorni

A presto, tardi, mai
sogno/incubo
lungo quanto?

 

A.P.

Lacrime

Lacrime nel buio della mia stanza
là dove neanche la luce del sole
riesce ad entrare per farle brillare

là dove il vuoto mi avvolge come sudario
grigio come il pensiero che accetto…

E allora perchè?!

Perchè di lacrime mi vesto
sapendo che in esse non trovo ristoro

Tradita ancor prima di promettere
Abbandonata ancor prima di vivere
Corrotta da quel cullarsi in ansie e dolori
Redenta dal mio sentire profondo…

Ed ora che cerco pace
dove il fiume di dolore scorre
ecco solo poche parole ed è come un grido,
l’ultimo, il mio, ma non sento ancora
e non sentirò quello di chi non c’era.

A. Pieroni

Piano ti stendi sul tuo letto,
non chiedi e mai lo farai
mai una mano si leva per cercare
motivi o sensazioni che niente hanno
ne di oggi ne del tuo domani.
odori familiari ritrovo
sia una vita che la mia morte.
Ed è lungo la via che rivedo
compagni di vita vissuta
momento per momento.

A.P.

Riflessi dorati in uno specchio conosciuto
gli occhi della notte
ciechi di fronte all’evidenza
e tutto scompare
ancora pochi passi e si succede
il gioco trascende la realtà.

Ed è nell’impossibilità di vedere
oltre ai tuoi occhi che vago
nel buio della mia anima.
Cercando significati la dove
ho già scavato la tomba dei miei ricordi.
Cercami vicino a te per sempre o solo per un attimo.
Trovami quando ancora cieco vaghi
nelle tue stanze dipinte di silenzio e dolore.
La gioia potrebbe essere vicina basta allungare la mano.

A.P.

Odori forti e lievi,
che lasciano scie luminose
confondere il vissuto nel desiderioriflessi riconoscibili
in occhi e labbra resi nitidi
dolci e amare luci fermano immagini

ordine di pensieri
essi non sanno e si graziano
il momento rimane dolce, amaro… cancellato

il peccato vissuto
cancellato dalla memoria
tornerà nella caducità del tuo percorso

a porre rimedio a quel vuoto
lì dove si insidia il tarlo
di immagini si nutre, perchè rimangono

e piccole lacrime
scendono a fermare quel pensiero
che oramai rimane legato all’umana debolezza

A. Pieroni

Vorrei a volte ricordare momenti di buio dove la coscienza
ritrova la sua purezza dentro l’ignoranza

Vorrei a volte nascondere la tristezza là dove la verità
attraversa il mio essere senza lasciar tracce

Vorrei a volte rendere i miei momenti al tempo nel luogo dove
si accompagna il mio silenzio

Dio dei nostri padri, fautore di sicurezze implicite nel tuo esistere
cosa vuoi dai tuoi figli.

Coloro che soffrono
Coloro che si umiliano
Coloro che si ergono a giudici
Coloro che si lasciano sedurre
Coloro che non hanno più anima
Color che vogliono comprendere

Dacci pace ora e lascia che la tua inconsapevole esistenza
ci lasci per donarci la consapevolezza tanto odiata
Essa di per se ci crea sconfitti ma veri
in questa vita fatta di note distorte

Dove il silenzio è reso prezioso dal rumore dello scandalo
Dove il dono della vista è reso difficile dall’immagine

Dove il peso di quello che so’ non riesce a farmi dormire
Dove il reale si è mischiato nuovamente con il falso

Dove nessun profeta oramai può più urlare
Dove l’uomo è l’immagine riflessa di quello che era….

Io che di lacrime ne ho versate, e forse ancora ne verserò
fino a che non sarà colmo il vaso
Vorrei non aver visto o sentito
e con questo riacquistare la mia innocenza… ma è tardi

Allora dormo, dormo e sogno e immagino e vivo lì dove niente mi può più toccare…

A. Pieroni

Di nuovo ho mischiato

i miei sapori, i miei odori

strappando due solitudini

dal silenzio della vitaDi lei ho cercato

i suoi sapori, i suoi odori

cogliendone il volere

prima del pentimentoDi noi ho perduto

i nostri sogni, i desideri

lasciandone il segno

sulle nostre pelli illese

Di altri ci nutriremo
dei loro attimi, loro fughe
in  cerchi di vita cercata
pavidi eroi del momento perduto…

A. Pieroni

Eco di venti lontani

 

Ed è il silenzio che porta seco dolore,
lunghi attimi che finiscono la dove
inizia il fragore della guerra.
In te non vedi, volutamente cieco vaghi
tra le pieghe della tua mente
cercando i significati di
pochi momenti vissuti
eppure… ancora lucido è lo sguardo.

Ed è il silenzio che porta seco
la falsa verità nei gorghi infiniti
della nostra vita…
lei che ci vede vittime dell’identità assunta.
Colei il cui appetito non fu mai saziato
dalle nostre paure o timori
ed ora nell’ipotesi di sempre
ci trova sconfitti dal nostro essere Noi….

A. Pieroni

Che notti lunghe vicino ai nostri atavici fuochi
sicuri dalle nostre ancestrali paure.
Rivivere la caccia con i suoi odori acri
forti della propria crudezza,
sentire il piede nud” che calca erba
mai più risentita… o vissuta.
Pochi istanti di silenzio ci riportano
suoni familiari di piccole schiere striscianti
ove ancora il tuo sguardo non si può posare.
Ed ecco il bagliore nella notte arriva
la promessa di pace in cui speravi
identità nascoste tra le pieghe
di un vestito che non nasconde paure e dolori…

A.P.

I commenti sono chiusi